lunedì, maggio 21, 2007

IN GABBIA


Basta dare una rapida occhiata all’immagine incollata qui sopra per rendersi conto che i The New Daisy Godzilla, sabato pomeriggio, non se la sono passata troppo bene. Questi chiassosi Lucertoloni si sono infatti ritrovati rinchiusi in una sorta di gabbia improvvisata, una gabbia che nel giro di un attimo ha sistemato addosso ai Nostri gli irsuti manti dei più tristi animali intrappolati nei più orribili degli zoo. Situazione inedita per i Nostri, ovviamente, e forse addirittura “ideale”, visto che il gruppo in questione è in realtà composto di animaletti sonori delle razze più diverse.
Tra qualche tentativo di fuga, e qualche assalto alla recinzione da parte dei più esagitati fan del gruppo, non sono comunque mancati i momenti da mettere in un cantuccio del proprio testolino, pronti per essere tirati fuori nelle serate più tristi per dipingersi in volto una goccia di tenera malinconia. Da dentro alla gabbia, i The New Daisy Godzilla sono infatti riusciti a lanciare per aria i loro festosi lamenti, alternando momenti di nefasta confusione ritmica a ricami melodici d’alta scuola.
Un concerto all’insegna del disordine, quindi, e che come tale deve essere applaudito con convinzione. Alla fine è tutta una questione di entropia: a qualcuno piace sistemare in fila le pecore, ripiegare per bene i vestiti e tenere in ordine quel che rimane della vita tutta. Ad altri, invece, interessa più che altro creare confusione, far fuggire il gregge dal recinto e buttare gli abiti per terra senza troppo pensarci. Il problema, al limite, può essere quello di incanalare per bene tutta questa voglia di entropia, così da farla poi piovere addosso a chi ha bisogno di una doccia adrenalinica. E, soprattutto, così da farla grandinare in testa a tutti quelli che, appena vedono due nuvole in cielo, si accertano al volo di aver preso l’ombrello.